Nous aurons Toujours Paris.

O. Wilde

Coi suoi capelli ondulati, dolci e cadenti sulla bianca fronte, Oscar, immerso in un fiorito giardino tipico di quelle ricche ville nobiliari vittoriane, scriveva le ultime righe del suo scritto. É tarda sera, il fresco vento estivo muoveva con dolcezza le foglie dei giovani alberelli alle spalle della panca di pietra sulla quale è seduto. Le idee nella sua mente sbocciano, le mani reggono una piuma macchiata di nero calamaio che, agilmente, annota vanigliati periodi, nati da quella rete di rampicanti che sboccia dalla sua mente, le sue idee emanano le fragranze più esotiche di cui il bohémienne si nutre. 
La sua scura mantella scivola dalle sue spalle fino al fondersi col selciato. L’oscurità comincia a renderli indistinguibili.
Piano chiude il suo quadernetto, ripone la sua penna, passeggia.

Premier Atelier:

Madonna.
Una misteriosa figura femminile.
Sottili pennellate di nebbia grigio-verde occultano il tuo viso, donano mistero a quel ghigno presente sulle tue sottili labbra, assassinano la speranza che nella tua giovialità realmente dimostravi.
Donna del mistero accolta nelle più sfarzose reggie italo-francesi, torna, ti prego nella tua reggia.

22. August. 1911